Caro Bruno, scusa del ritardo con cui abbiamo pubblicato il tuo scritto, ma siamo tutti vecchi. Ho letto con attenzione il tuo scritto che è indubbiamente molto tecnico, e non potrebbe essere diversamente da un economista, e un poco pessimista per la situazione attuale che vede una profonda disuguaglianza sociale che punisce diversi milioni di italiani.
Mi permetto di sottoporti una mia visione della situazione attuale e di come poterla cambiare affrontando con mezzi nuovi le problematiche, rilevando un errore dell'analisi marxista e un elemento di mercato poco esaminato.Credo che siamo tutti d’accordo che la realtà del passato può essere simile al presente ma non eguale. Cambiano gli aspetti produttivi e quindi sociali, economici e politici.
D’altra parte la realtà del passato influisce per alcuni aspetti sul presente che li conserva sempre per molti anni.
Ne sanno qualcosa le varie “rivoluzioni”avvenute nella storia, che sono franate per aver sottovaluta le influenze del passato sul presente; ricordo rivoluzioni di cui tutti abbiamo letto qualcosa: la rivoluzione francese e la rivoluzione russa. Parimenti le rivoluzioni del passato hanno portato tuttavia nel presente aspetti loro propri. Per ora unica eccezione è la rivoluzione cinese, che resiste da oltre 75 anni perché ha tenuto conto delle influenze del passato sul loro presente e solo ora si può dire conclusa.
.Questa premessa mi ha permesso di capire che forse si può cambiare il mondo se consideriamo il passato come l’inizio di una partita di dama o di qualunque altro gioco che non abbiamo cominciato noi, ma le cui mosse, precedentemente fatte da altri, incidono sul presente e da cui partiamo per poter continuare la partita e forse vincerla.
Anche noi abbiamo un presente che è conseguente di un passato che ha un numero altissimo di variabili, note o non note, che hanno portato alla situazione attuale del presente. Ma il presente è in continuo divenire per le decisioni o i comportamenti che noi ogni istante prendiamo.
Il presente è un poco simile a quei problemini che ti ricordavo, ma i problemi che ci pone sono infinitamente più difficili. E non è possibile azzerare il passato per iniziare un nuovo presente in base ad una certa teoria socio-politica, perché le conseguenze non sono vincenti, ma solo perdenti.
Ecco il primo errore del marxismo-comunismo o socialismo scientifico: azzerare il passato per creare un mondo nuovo: E’ una bella espressione “creare un mondo nuovo” , ma bisogna stare attenti alla parola “creazione” che ha una lunghezza temporale grande, difficile da misurare e da prevedere nei suoi sviluppi, fino a quando non si è creato un nuovo passato.
La stessa tecnologia che modifica profondamente e continuamente le conseguenze del passato sul presente, ha necessità di uno spazio di tempo più o meno lungo per creare un nuovo passato, valido per lo sviluppo di un nuovo presente.
Altro errore comune a varie teorizzazioni, non tenere conto che il concetto di proprietà è inserito nella natura umana, e nessuno, proprio nessuno vi rinuncia, neanche l’eremita che pur rinunziando a tutto, sente la necessità di considerare di suo proprietà il suo pensiero.
Il concetto di “proprietà” è connesso all’istinto di sopravvivenza, che possiamo comandare ma non cancellare.
Oggi che conosciamo i computer e l’informatiica e sappiamo che le macchine pensano grazie ad una trasmissione di impulsi elettrici in minuscoli microcip , non ci stupirebbe se ci venissero a dire che anche gli esseri umani hanno alcuni elementi guida, linguaggi macchina, impostati dalla natura che ci guidano come “istinti”, e uno di essi è l’istinto di sopravvivenza, che nella sua complessità ha anche un istinto di “proprietà”.
Quindi un sistema che voglia cambiare la società deve, sia che lo voglia cambiare in meglio sia che lo voglia cambiare in peggio, tener conto anche di queste due variabili: elementi del passato contenuti nel presente e concetto di proprietà inserito nel nostro cervello.
Ma quali sono i movimenti che per creare una società migliore hanno tenuto conto di questi due fattori:: passato e proprietà ?
Sono quei movimenti che per sanare le strutture di sfruttamento degli uomini, donne e bambini, hanno ricorso alla creazione di strumenti in loro difesa, come le leghe per il lavoro, i sindacati, mutue assistenziali, cooperative di vario tipo, mense , corsi di studio professionali, scuole per gli analfabeti, case cooperative, il tutto inserito nella realtà di un presente che cerca progressivamente di cambiare il passato, attività oggi in parte assorbite dallo stato e in parte continuate secondo i bisogni del presente.
Sono le linee guida del socialismo riformista e del cattolicesimo sociale che hanno resistito nel tempo portando a superare condizioni socio-economiche di grande sofferenza, indegne per una società.
Penso che oggi chi voglia combattere per cambiare la società, per rendere l’umanità libera dallo schiavismo del grande capitale e permettere una vita degna di rispetto a tutti, debba continuare la battaglia per un socialismo laico e cattolico ad un tempo, con i suoi lunghi tempi, con gli inevitabili sbagli e parziali successi. Una battaglia combattuta anche conquistando e usando tecniche di informatica per verificare progetti e proposte di cambiamento che permetta ad un governo progressista di essere l’arbitro del mercato, togliendolo al grande capitale produttivo e finanziario che oggi ne ha il possesso.
Concludo dicendo che noi “vecchietti” o “anziani” forse abbiamo il compito di agevolare la marcia dei combattenti giovani, trasmettendo la nostra esperienza e trovando il modo di partecipare ancora fino alla fine alla lunga battaglia per cambiare il mondo.
Ricordiamoci che io, te ed altri siamo stati dei fortunati perché abbiamo lavorato come dipendenti a tempo indeterminato. La maggior parte degli italiani, ieri come oggi, il lavoro sia come dipendentì, sia come piccoli imprenditorì non lo hanno garantito per molti anni della loro vita e si trovano sempre in uno stato di precarietà che diventa penoso nell'età della pensione. Ecco perchè il traguardo di un reddito di sostegno, già presente in altri paesi, così come di un salario minimo stabilito, anche se non sembrano rivoluzioni eclatanti, sono invece cambiamenti di un passato rimasto nel presente. Un altro passo verso una società più giusta e veramente libera, dato che la vera libertà bisognerebbe misurarla in base alle condizioni economiche della popolazione.
Come hai letto, avrai capito che sono stanco non di lottare, ma di vedere azioni eclatanti e teoremi rivoluzionari che non portano a nulla, capci solo di distruggere per l'inevitabile sconfitta, il giusto slancio giovanile per un nuovo equilibrio sociale. Distruzione che purtroppo a volte è fisica, e a volte è rassegnazione che porta a rafforzare le negatività del passato nel presente.